giovedì 14 marzo 2013

Di quando mi sentivo una fallita


Volevo intitolare questo post “Habemus lavoro” (originalissimo tra l’altro, nevvero?), ma sui social da settimane è tutto un conclave di qua, Papa di là, battute sulle fumate ma che se fumano – che poi scusate, ma da quando ve ne fotte qualcosa del conclave? O della religione in generale? Per dire eh – che guarda ma anche no, il titolo lo cambiamo e a posto così.
E gnente, dice dov’eri? Mah, sempre lì, sempre immobile, a tratti positiva, a tratti risucchiata da questa spirale di autocommiserazione che solo lo status di disoccupata ti sa donare. Tipo. Che campo a fare? Qual è il mio scopo? Sono un parassita della società. All’alba dei Trenta dimmi tu se mi devo far mantenere (io, che è da quando ne ho 23 che – con alti e bassi – mi mantengo da sola). Che ne sarà di me? (ed è subito Muccino). Sta la crisi. Usciremo mai dalla crisi? Oddio la Spagna. La Grecia. Il default. Vado all’estero. Ma ai miei chi ci pensa? Maledetto Berlusconi. Voglio morire. Ho fame, la Nutella mi salverà. La Nutella mi consola, ma peso 3 merda di kg in più. Sono disoccupata e grassa. E ho i brufoli da stress. E la parrucchiera sbaglia tutto e ci metti la pezza, ma poi ti guardi allo specchio e non sei tu. Chi è sto mostro? Che è sto cratere in faccia? 
Nessuno mi vuole. E’ colpa dei contratti a progetto. Morto un progetto se ne fa un altro (ma solitamente con un’altra persona che non sei tu). Trentordici esperienze lavorative che all’estero è tutto un “che figata, sei multitasking, ti adatti, figura a 360 gradi, very good cv”, invece in Italia “non c’è continuità, meh…boh…sei choosy, come mai? No scusa guarda ma noi cercavamo un neolaureato, massimo 25 anni, con esperienza di almeno 5 anni nel ruolo” ARE YOU FUCKING KIDDING ME? No regà, non scherzano. La voglia di piangere. O di urlare. Sentirsi capita solo da disoccupati come te (che sono tanti porca puttana, troppi). “Tu mi capisci, che bello!” No aspè, ferma tutto… che bello?! Ma che cazzo dico? (un film di Pina Sinalefe).

E un po’ ti senti che vuoi fare tutto, un po’ ti senti che non vuoi fare niente. E la domanda peggiore è “che hai fatto oggi?” Macchemminchiavuoichehofatto? E mica la puoi dire tutta la verità. Hai cercato lavoro. Quello sempre. La mattinata se ne va scandagliando i siti alla ricerca di offerte (che sono sempre meno), mandando cv, girando per le aziende, inoltrando candidature spontAHAHAHAHAHAH. E poi? Oddio, è solo mezzogiorno, e mo’? Pulizia della casa: 1 ora (famo mezza se la lavatrice l’hai già fatta), fare la spesa: 30 minuti (una botta di vita che è una cosa pazzesca). Fissare il muro con sguardo vitreo: dalle 4 alle 6 ore. Pensare a Britney Spears nel 2007 e farsi coraggio, che se ce l’ha fatta lei ce la facciamo tutti: svariate volte al giorno. Poi se tutto va bene in grazia di Dio se n’annamo a dormì. 
E poi, dopo 6 luuuuuunghi mesi all’improvviso oplà, un’offerta. Probabilmente è l’ultimo lavoro che avrei scelto per me, secondo forse solo al medico che tasta i maroni alla visita per la leva, o alla bidella che di solito è sempre la più perculata, è nana e si chiama Nadia… No dai, sono stata fortuna, c’è molto di peggio, però sicuramente non è il lavoro che avrei scelto per me (che nessuno avrebbe scelto per me, sono altre le cose che so fare che mi piace fare). La mattina mi sveglio alle 6 e la prima cosa che faccio è cucinarmi il pranzo, miracolosamente senza sboccare. Se non cucini non mangi, perché sei in culo ai lupi e il primo panettiere è tipo altrove. E poi prendo macchina, metro e treno, mi manca solo il traghetto e il cerchio si chiude. Ho le occhiaie, ognuno mangia seduto alla sua scrivania che tanto dove cazzo vuoi andare che non c’è niente? Ma sono felice. Ogni volta che sono lì e vado in bagno, mi guardo allo specchio e sorrido. E’ tutto un compromesso, ma i compromessi vanno bene se trovi delle persone di rara correttezza e di ancor più rara gentilezza. Vanno bene se servono a perseguire altri scopi (no dai, se avete pensato alle borse siete delle brutte persone. Stavo parlando d'amore per una volta). Sono tornata io, i capelli sono ancora una mezza merda, ma i 3kg li abbiamo persi e forse anche qualcosa in più, ho un girovita sottile e le maniglie dell'ammore sono appena accennate. Poi facciamo che ci vediamo a luglio, ma per adesso me la godo. 
Disoccupati, tenete duro che prima o poi la ruota gira. Forse più poi che prima, ma gira. 

7 commenti:

  1. Mi viene un po' da piangere ma sì: ci vediamo a luglio, io e te.Una vita sei mesi alla volta.

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  2. Cosa dire, cosa aggiungere... niente. Solo un grosso grosso abbraccio e un grosso in bocca al lupo affinchè quel cazzutissimo lavoro dei tuoi sogni (o qualcosa di simile) arrivi!!
    <3

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  3. Facciamoci coraggio e tanti in bocca al lupo!

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  4. Pensare a Britney nel 2007 offre inaspettate botte di autostima...in bocca al lupo!

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  5. Ciao sono capitata per caso qui (e vedo con una buona dose di ritardo), ma ci tenevo a farti sapere che mi piace molto questo tuo blog!
    Io sono ancora all'università, ma non c'è giorno che io non pensi al dopo...con una buona dose di panico :(

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  6. Mentre la ricerca di un lavoro diventa essa stessa un lavoro, ricorda che "Non è mai troppo tardi per essere quello che vuoi essere".

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