mercoledì 14 novembre 2012

Disquisire di argomenti importantissimi quali i miei capelli ha sempre il suo fascino

Attenzione lettore: lo ben so di averti abituato ad un tono acidello e a post di una superficialità che a confronto dalla D’Urso si parla di massimi sistemi, ma stavolta NO. Stavolta si discorrerà di argomenti la cui sacralità è universalmente attestata da tempo immemore: amicizia e capelli. Ma andiamo con ordine.
Quando una gira tra blog fondamentalmente è perché vuole farsi i cazzi altrui (Chi è questa? Come si veste? E’ grassa? Che si è comprata oggi? Il ragazzo ce l’ha? E’ grassa? Ce l’ha una collezione di smalti Chanel? Oggi ha litigato con qualcuno? E’ grassa? Sarà simpatica anche nella vita? Se la tira? Le piacciono gli ornitorinchi? E’ grassa?).  Quando una apre un blog invece le motivazioni sono le più disparate e indagarle ora è troppo sbatty, e manco è argomento che si vuole trattare, quindi sticazzi e andiamo avanti.
A volte, se sei fortunata, scopri blog che ti piacciono veramente tanto, e se sei ancora più fortunata ti capita di conoscere personalmente chi li scrive. E se poi c’hai un culo pazzesco che guarda a saperlo prima quel giorno andavo a giocare al Superenalotto con quella persona ci diventi amica. E’ il mio caso con Sarinski. Chi? Ma come chi? Se state qui a leggere le mie cazzate allora correte a leggere il suo blog, che è più interessante, più ricco di contenuti e anche scritto meglio.
In ogni caso, la mia amicizia con Sarinski e Gloria (che in tempi felici scriveva anche un blog – questo- , ma invece adesso non lo fa più perché è matta sciagurata e non cede alle nostre insistenti richieste) è nata più o meno un anno fa, ed io non potrei esserne più felice.  Ma ieri… ieri c’è stata the ultimate svolta: Sara ed io siamo andate insieme dal parrucchiere. E non da un parrucchiere qualunque, dal SUO parrucchiere (le info qui). Che, diciamocelo, al primo posto della top ten delle cose da invidiare a Sarinski ci sono sicuramente i suoi capelli.  E ora invece potete invidiare anche i miei (dai dai dai, invidiateli per favore, che vi costa su… prometto che se lo fate vi vorrò sempre bene). Tipo che forse – se uno finge di non notare le maniglie dell’ammore – vista da dietro sono un po’ gnocca. Peccato che la cosa più sbagliata di tutta questa faccenda sia che non mi sono fatta fare neanche una foto vista da dietro. Quindi vi toccano quelle dove mal si celano i miei brufoli (uno in fronte, ma la meraviglia proprio, e uno vicino al naso la fanno da padrone su tutti gli altri).  Che vita grama.


Mi state invidiando? E se sapeste che dopo siamo andate a cena insieme col suo ragazzo (e non me ne voglia, ma meglio di una serata con Sara c’è solo una serata con Sara e il suo ragazzo) e abbiamo mangiato fino ad anelare alla morte pagando solo 24 Euro in 3, mi invidiereste ancora di più? Bene, fatelo.

Tutto questo post apparentemente privo di senso ha in verità tre scopi:
1.       Farmi dire che ho dei bei capelli;
2.        Condividere con voi il segreto per avere dei bei capelli (ora, se siete di Milano, sapete dove andare);
3.       Dirvi che molto spesso dietro a un blog si celano persone centordicimila volte migliori di quello che sembrano (e non sto pensando solo a Sara eh – e no, non sto parlando di me) quindi siate lettori intelligenti.
E’ tutto (ho sempre sognato di dirlo almeno una volta nella vita).

giovedì 25 ottobre 2012

Cose che voi umani avreste preferito continuare a non sapere

Era il lontano 5 ottobre quando scrissi “prossimamente per voi…”. Ebbene, quel momento è infine giunto – che devo fare? Vorrei essere una di quelle che aggiorna li blog… dai, non tutti i giorni, ma almeno una volta a settimana. E invece non je la faccio, non lo so perché. Non è che abbia una vita piena eh. Ne deduco dunque che ho dei serissimi problemi nella gestione del tempo. Comunque, non divaghiamo. Volevo solo condividere quattro cazzate successe alla fashion week, poi basta, giuro che non ne parlo più.
Di Chiara Ferragni:
Arriva con 40 fottuti minuti di ritardo da Scervino, ovviamente siede in prima fila e decide di arrivarci percorrendo la passerella al contrario, così, per passare inosservata. Non ho capito subito che fosse lei, perché pensavo si trattasse di una modella. Una modella, capite la tragggedia? E’ una figa vera. Ma figa figa figa. Ed è alta di brutto, sta stronza. Adesso si spiega perché sia stupida come la merda e faccia smorfie agghiaccianti mentre parla: per ristabilire l’equilibrio cosmico. E’ troppo bella per avere anche altri lati positivi.  (Ciao Chiareccia, si parla in amicizia eh).
Dei Murr:
Se il primo pensiero, caro lettore, è: “Chiiii???” pussa via, è evidente che questo blog non fa per te (No Ele, diablo del mio cuore, tu puoi restare che le basi te le insegno io). Ecco, dovete sapere che io i Murr li amo follemente e ho sempre segretamente sperato di incontrarli ad una sfilata. Finalmente succede, e per la durata della sfilata ho segretamente sperato di trovarmeli di fianco all’uscita. Ed è successo anche quello, e di più. Camminando pressata dalla folla mi sono ritrovata non vicino a loro, ma in mezzo a loro. Tanto che Antonio, convinto di parlare con Roberta, si gira verso di me e mi dice “Ho una sete che berrei un cammello!”, poi si accorge che non sono la moglie, si scusa e sorride. E io… io sorrido come una babba e non dico NIENTE. Anche Roberta mi sorride, e io continuo a sorridere come una ritardata e basta. E butto nel cesso la mia occasione di fare due chiacchiere con loro, anche solo per vedere se anch’io sono capace di far commuovere Roberta. Stupida stupida stupida! Ecco però Antonio, una cosa io te la voglio dire lo stesso: togliti quel baffetto hitleriano che non ti dona neanche un po’. Grazie.

Di Alessandro Sallusti e Daniela Santanchè:
Riuscite ad immaginare una coppia più orripilante di questa? Forse solo Corona e Belen. Comunque lui il 19 settembre era a vedere la sfilata della Ravizza, il 26 è stata confermata la sentenza a un anno e due mesi di reclusione. Lo sapevo che quelle zeppe pelose non avrebbero portato nulla di buono a chiunque le avesse viste.
Di studenti dello IED che hanno molto da imparare:
Come si riconoscono i gruppi provenienti dallo IED alle sfilate? Sono quelli vestiti come le Bestie di Satana. Ma vi ripigliate? Roba che Marta Marzotto a confronto è l’apoteosi della sobrietà. Chiodi, borchie lunghe 10cm, zeppe con inserti in ferro (che mi dispiace amici, ma sembrano le scarpe ortopediche di Forrest Gump), miliardi di croci che manco il Papa se ne mette tante tutte insieme. E voi dovreste studiare moda? Ma io spero che vi boccino tutti. Il mio idolo rimane un tizio che si è presentato con in mano una specie di coppa con un coperchio tutta thempeshthatah di rubini e pietre preziose con un’etichetta recante la scritta “San Giuseppe”. E IO NON LO VOGLIO SAPERE CHE CAZZO C’ERA DENTRO.
Questa è la gente che gira. Che cosa ne dovremmo dedurre dell’industria del fashion? Che io sono sottopagata, ecco che cosa!

venerdì 5 ottobre 2012

And I do my little turn on the catwalk

Ce l’ho fatta. Prima di dire qualunque altra cosa, mi preme esprimere la mia più profonda stima per quelle blogger che scrivono un post al giorno. Ma che sbatta c’avete? Ma come fate? Ma ce l’avete una vita? Un lavoro? Dei parenti da sentire la sera? Una pastasciutta da cucinare? Ma ve la fate una trombatina ogni tanto? Perché io prima di riuscire a riprendere in mano questa cosa ho dovuto fare la qualunque. Sì beh, poi c’è stata anche quella volta in cui non mi ero ricordata di aver effettivamente aperto un blog e quindi di DOVER scrivere. Ma del resto io l’ho detto chiaramente che non voglio essere una blogger. In ogni caso, ora siamo in ballo, perciò balliamo.
Sfilate. Arrivo tardi, se ne è già parlato abbastanza. Ma noi non siamo certo qui a descrivere i ricami arabesque sui jacquard di seta, che – diciamocelo – a noi basta leggere che una camicetta non sia 100% poliestere per essere contente (e anche per avvicinarci in sicurezza a fonti di calore senza rischiare di appiccarci fuoco).  Cominciamo con quello che c’è in passerella o quello che succede intorno? Boh, non lo so, famo passerella. Ne ho viste 7, di cui 2 fuori calendario.
Kristina Ti. Kristina Ti a quanto pare non sa che le donne hanno le tette. Belli i tuoi tessuti leggeri eh Cristì, bellissimi, la morbidezza, le seducenti trasparenze. Ma cazzo Cristina, siamo donne! Quindi abbiamo le tette. E vi giuro, vigggiuro che anche una prima scarsa sarebbe troppo per poter indossare quei vestiti senza sembrare una squillo di quart’ordine. Senza contare il ritorno del tacco a rocchetto di 4 cm, antisesso secondo solo al gambaletto color carne. Ma a quanto pare, se c’è una cosa che abbiamo capito delle collezioni SS 13 è che ci sarà un’invasione di scarpe di merda, quindi chi siamo noi per puntare il dito contro Kristina Ti? Voto 6 e ½.
Simonetta Ravizza. Parlare di Simonetta Ravizza è un po’ come sparare sulla croce rossa. Mi sembra quella che per un colpo di culo si è ritrovata a sfilare con i grandi, e ogni volta deve dimostrare di essere all’altezza. Ma non je la fa. Forse sono io che non so conservare l’obiettività sulla Ravizza, ma ogni volta mi sembra la fiera di zarrolandia. L’unica cosa che riesco sempre a salvare (senza neanche sforzarmi) sono le pellicce. E allora fai pellicce. Tanto quello sapevi fare e quello continui a saper fare, è pure inutile che ti sforzi. Le pellicce sono stupende, davvero. Ma tu Simonetta mi hai fatto un vestitino DI VISONE PER LA FOTTUTA PRIMAVERA ESTATE. Ma io vi voglio vedere in primavera ad indossare un fresco e traspirante abitino di visone. Ma io vi voglio annusare l’ascella, voglio verificare personalmente che non ci siano cresciuti muschi e licheni. E poi Simonetta, tu hai fatto le zeppe pelose, ed io per questo non ti perdonerò mai. Voto 4.
Angelo Marani. Un fuori calendario che meritava un posto in calendario. Marani ha fatto quello che da anni tentano di fare Cavalli o la Versace, solo che lo ha fatto con enorme buon gusto e sobrietà. E se parliamo di sobrietà quando ci sono di mezzo leopardi, palme e natura selvaggia capite bene che è stato fatto davvero un buon lavoro. Voto 8.
Ermanno Scervino. Io allo zio Ermy ci voglio tanto bene. Siamo legati da un prezioso ricordo. Quando ho iniziato ad andare alle sfilate (dopo averlo ardentemente desiderato per 20 anni della mia vita) mi è toccata la moda uomo. E, diciamocelo, who cares della moda uomo? Che poi alla fine no, sono bellissime anche le sfilate uomo, ma l’orgasmo vero lo provi quando puoi immaginarti TU dentro quei vestiti. La mia prima sfilata donna – ardentemente attesa – è stata la Ravizza che umpf, vedi sopra. Poi è arrivato Ermanno Scervino. E io a fine sfilata battevo le mani come una pazza, perché era una bella collezione cazzo, perché per la prima volta avevo provato quello che sapevo avrei provato quando avessi visto una sfilata come quelle che mi ero sempre immaginata. E poi mi sono pure commossa, perché sono stupida stupida stupida. E quando è uscito lui, ed era ad un metro da me, io volevo correre ad abbracciarlo e dirgli grazie. Ecco insomma, per questa storia patetica qui io alle sfilate di Scervino ci vado sempre col cuore gonfio d’affetto.  E la collezione mi è piaciuta. Sicuramente meno dell’Autunno Inverno, di certo quelle frange che non vedevo dai tempi in cui Emily Valentine appiccò il fuoco al cortile di Brandon Walsh non le ho gradite, ma tu sei bravo Ermanno, hai gusto, e io ti voglio bene. Voto 8 e ½ .
Anteprima. Che i giapponesi stanno avanti si sa, non c’è niente da fare. Izumi Ogino – la piccola genia creativa dietro al marchio Anteprima – dimostra che non c’è bisogno di strafare per creare una collezione con i controcoglioni. Nessuna fantasia eccessiva, nessun colore shock, niente fronzoli inutili. Solo linee pulite, tagli meravigliosi e classe che trasuda da ogni poro. Chapeau. Voto 9.
.normaluisa. Cazzo che bella. Buonumore, colori che davvero ti fanno pensare all’estate – o saranno le tavole da surf? Del resto Normaluisa il punto ha deciso di metterlo prima del nome, e con questa mossa si è arrogata il diritto di sorprenderci quando e quanto vuole. Avrei comprato TUTTO. Probabilmente la maggior parte delle cose mi sarebbe stata una merda vera, ma avrei comprato tutto lo stesso. Voto 9.
Comunque la moda è la cosa più soggettiva che esista, quindi che non passi l’idea che voglio mettermi in cattedra a dire cosa va bene e cosa no. L’unica cosa che vi dico col cuore in mano è che NO, l’abito di visone in estate non va bene in senso assoluto. Per il resto fate un po’ come cazzo vi pare.
Per aneddoti sulla gente che conta, su quella che non conta un cazzo, per scene pazzesche, deliri di onnipotenza, riti satanici e “vorrei ma non posso” facciamo che ci si vede un’altra volta, che c’ho da cucinà.
[Prossimamente per voi: Chiara Ferragni, i Murr, Sallusti e la Santanchè, una bizzarra reliquia contenente i resti di San Giuseppe. Mica ve lo volete perdere?]

Tutte le foto sono state prese da Google images.

mercoledì 19 settembre 2012

Al circo a volte ci stanno le bestie, a volte la Santanchè

Oggi è iniziata la settimana della moda. Vi informo nel caso in cui aveste vissuto con la testa nello sfintere fino ad ora e vi foste dunque persi la rilevanza mondiale di questa informazione. Informazione che si piazza sul podio delle notizie che ti cambiano la vita, seconda solo alle tette della Middleton. In ogni caso, ne ho già le palle piene. Non fraintendete eh, andare alle sfilate è una figata vera e lo so che "un milione di ragazze ucciderebbe per questo lavoro", e so anche che ogni cosa ha i suoi pro e i suoi contro... ma io non ce la faccio a sopportare tutte quelle facce di merda che girano nell'ambiente, non ce la faccio. Mi trasformo in una creaturina simpatica simpatica che a confronto il Grinch è innamorato del Natale. Niente, questa sferzata di allegria e di buonumore per dire che stay tuned, questa settimana faccio la giornalista e poi torno a raccontare gli scottanti retroscena che Signornini guarda scansati proprio.

lunedì 10 settembre 2012

Istruzioni per l'uso

Non si chiede l’età ad una signora. E poi cazzocene di quanti anni ho? L’età non conta, capito? L’età è solo un numero, uno stupido e insignificante apostrofo rosa tra le parole “so’ vecchia”. L’unica cosa che è data sapere è che ho deciso che avrò 23 anni fino a quando non sarò sposata con prole (il che potrebbe anche non accadere mai, ma tant’è) (E comunque, ci stiamo lavorando. Per lo “sposata”, non per il “con prole”, che non vorreste mai che una povera innocente creatura venisse cresciuta da una che ha serie difficoltà a fare 7,5 diviso 2). Altra faccenda importante è sapere che albergano in me tre personalità: una ha 7 anni, una 23 e un’altra 42; e comunque, la media delle stesse rimane inferiore alla mia età anagrafica. Porco il demonio porco.  
Da piccola volevo fare la ballerina classica e ho sempre studiato danza moderna. Adesso studio danza classica e so che non sarò mai una ballerina classica perché ho un fisico da impanatore di cotolette. Da grande ho iniziato a desiderare di lavorare nella moda (che originale eh?), ma, dopo il mio diploma al Liceo Classico, ho studiato grafica pubblicitaria. Sì, sono astuta come una volpe.
A gennaio ce l’ho fatta, e adesso scrivo
QUI. Gennaio 2012. 6 anni per realizzare un sogno a metà (a metà perché non ci campo, e invece vorrei). Ah sì, scrivo anche QUI (ma non parlo di moda).
E adesso scriverò anche qui, perché a) ho molto da dire, troppo da dire, ho da dire sempre su tutto; ma soprattutto perché b) il 99% di quello che ho da dire è fortemente intriso della mia coglionaggine a livelli da competizione, e nelle pubblicazioni serie mi tocca fare la seria. E anche perché c) chi si accontenta muore. E io mi sarei anche un po’ rotta le palle di accontentarmi.
[Ma ehi, amici giornalisti o editori che cercate una giovane (se, vabbè) ragazza disposta a collaborare con voi NOT FOR FREE, non fate che cambiate idea perché avete letto che sono cogliona eh, che qui siamo coglione ma coi controcazzi, sia chiaro].

Tra le cose che mi fanno incazzare come un caimano con l’animo particolarmente incazzoso: personaggi con unghie in gel/accessori pitonati/ stivali bianchi/ borse della Guess/ gioielli Nomination/ calze color carne che si arrogano il diritto di atteggiarsi ad esperte di moda, quelli che si sfondano di cibo come buoi muschiati e non ingrassano (anzi, non mi fate incazzare, vi odio proprio), il furbo di turno che con abile mossa supera in fila, i preadolescenti grassi (lo so, sono una brutta persona ma a pelle li prenderei a sardelle sui denti), le persone con smanie di potere, aprire la vaschetta del prosciutto dalla parte sbagliata, quelli che ballano "YMCA" sventolando le braccia come tarantolati senza capire che dovrebbero limitarsi a mimare le lettere che danno il titolo alla canzone, più o meno ¾ della popolazione mondiale.
Tra le cose che amo: gli unicorni, i deliri di onnipotenza, i biscotti Plasmon, gli orsetti gommosi, i limoni duri pieni di sentimento, Harry Potter (e non mi dite che non esiste davvero, perché lui esiste e la magia esiste, solo che noi non lo sappiamo perché siamo dei babbani), i Lego, il sarcasmo, lo stalking sui social network, il rosa cipria, scrivere, i MiniPony, sparare cazzate (attività in cui tra l’altro sono assai talentuosa), gli Smarties, le serie tv di dubbio gusto e di dubbia intelligenza (Pretty Little Liars su tutte), la faccia accartocciata da babbo di minchia di Dawson Leery che piange quando Joey lo lascia, la caduta di Gianni Sperti, ridere. Ma soprattutto, Andrea.

Per il resto, chiedete e vi sarà dato (in senso strettamente metaforico).

martedì 10 luglio 2012

Se ne sentiva veramente il bisogno?

Ho la pretesa di credere che il mio blog sarà diverso.

In ogni caso, noi qui si sta ancora tentando di capirci qualcosa. Quindicenni smanettone dalle scuole medie, genti navigate che ci avete ilvostrodominio.com, donne di buon gusto con tutte le iconcine personalizzate, io vi odio.

Ci si vede quando avrò sistemato tutto, che questa approssimazione mi rende nervosa che guardi signora mia non ce la faccio proprio.